Nall’ambito della rassegna “Un ponte sul Mediterraneo” al via questa sera in collaborazione con l’Associazione Cinergia una rassegna cinematografica dedicata al cinema turco. L’appuntamento è per stasera 18 gennaio presso la Mediateca di Matera alle ore 20,30 con il film “Il piacere e l’amore”.

L’ingresso è gratuito.

La rassegna proseguirà poi venerdi 21 gennaio con “Il bagno turco” e martedi 25 con “Crossing the Bridge”.

Per motivi organizzativi comunichiamo la sospensione della mini-rassegna sino a data da destinarsi.
Ce ne scusiamo con tutti gli interessati.

Di seguito la trama del film di stasera.

“Il piacere e l’amore”
Un film di Nuri Bilge Ceylan, Turchia-Francia 2006, 101′

Isa e Bahar si separano in un giorno d’estate. Eppure in un’altra stagione si sono amati. Isa è un professore di storia dell’arte all’università di Istanbul, Bahar è una scrupolosa produttrice televisiva. Dopo la separazione Isa trova rifugio tra le braccia di una calda amante e dentro l…’autunno cittadino, Bahar nel lavoro e in un inverno bucolico. Si ritroveranno un’ultima volta sotto una campagna gelata. La neve e il ghiaccio stringeranno i due amanti in una morsa senza primavera.

Non c’è niente di più violento ed estremo dell’amore, per questo il film di Nuri Bilge Ceylan, interprete, regista e sceneggiatore del film, tronca in modo brutale la parabola sentimentale di Isa e Bahar. Un uomo e una donna che si sono incontrati e posseduti fuori campo e che adesso si scontrano e si congedano dentro inquadrature fisse e inesplicabili come l’amore. I climi del titolo originale, (Iklimler) sottolineano le stagioni del sentimento (l’estate, l’autunno e l’inverno), private della primavera e corrisposte dagli estremi atmosferici del paese e dalle sue geografie opposte.

Il piacere e l’amore del titolo italiano a ragione traduce lo scarto dei sentimenti del protagonista. Isa ama due volte e in due modi diversi la compagna e l’amante. La prima è osservata, adorata e conservata nella memoria e nelle fotografie scattate dall’attore-regista, la seconda è posseduta e sbranata in un lungo amplesso che rinnova precedenti passioni e ossessioni. L’amore di Isa per Bahar, come il piacere per l’amante, è “di ritorno”. Per il protagonista rivivere le stesse esperienze diventa un’illusione che conduce a esiti infelici.

L’opera dell’autore turco, premiato a Cannes 2003 per Uzak, senza essere una tragedia passionale è una riflessione a tratti drammatica e pessimista sulla relazione sentimentale. Se i due protagonisti seguono un uguale impulso, che li spinge l’uno verso l’altro, restano tra loro sempre sfasati, perché prima è lui a non volere più e lei a volere ancora, poi è lei a respingerlo e lui a ritrovarla. Un’altalena uomo-donna dove alternativamente si è deboli e forti, desideranti e desiderati. Il loro atto definitivo non è marcato dall’estasi d’amore ma ancora una volta da uno scarto, un dislivello: lui in cielo (in aereo), lei in terra, uno stare agli estremi anche nel dolore. Sarà Bahar a soffrire di più, perché in amore gli uomini sono regolarmente (più) lenti e riluttanti a capire. E all’amore (quasi sempre) sopravvivono.

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