Francesco Salvatore, presidente dell’Associazione Matera 2019, così commenta l’insediamento del Comitato istituzionale e del Gruppo di Lavoro: “Si è finalmente legittimato un percorso, la politica ha fatto le sue scelte”.

Proproniamo di seguito l’intervista completa.

Lunedì si è insediato il Comitato istituzionale con il gruppo di lavoro che lavorerà alla candidatura di Matera a capitale europea della cultura. L’ Associazione Matera 2019 farà parte sia del Comitato istituzionale che del gruppo di lavoro. Un risultato che si può leggere come il riconoscimento di un percorso che l’ associazione porta avanti ormai da più di due anni?
La costituzione del Comitato promotore e del Gruppo Tecnico di lavoro rappresentano il principale obiettivo che l’Associazione si poneva e soprattutto che intendeva raggiungere non oltre l’anno 2010. il 17 gennaio 2011 va benissimo. Si è finalmente legittimato un percorso, la politica ha fatto le sue scelte. La nostra più grande preoccupazione era rappresentata dalla situazione politica a livello nazionale perché l’ipotesi  di caduta del

Governo poteva mettere in discussione tante altre situazioni. Ora si è creato un punto di riferimento che lavorerà a prescindere da qualsiasi evento di tipo politico, o almeno così speriamo. Un Comitato Istituzionale aperto come lo ha definito il Sindaco Adduce in fase di presentazione, che dovrà allargarsi sempre più man mano che altri soggetti istituzionale decideranno di farne parte. Un comitato Istituzionale ed un gruppo di lavoro che nascono già sotto il segno dell’evento storico per la Basilicata in quanto rappresenteranno il motore di un’ iniziativa che mette per la prima volta insieme Regione, i Comuni e le due Provincie di Matera e Potenza. Matera 2019 abbatte i campanilismi e diventa un grande segno di distinzione all’interno di un centro-sud Italia penalizzato dalla crisi congiunturale, disgregato dai profondi tagli governativi, con le Istituzioni locali che devono guardarsi attentamente intorno per presidiare il territorio, rappresenta un segno di discontinuità in quanto fa convergere le esigenze e le prospettive di un’ intera Regione in funzione di un obiettivo dettato dalla Comunità Europea che sposa anche le Direttive di Europa 2020 per la crescita di una società intelligente, sostenibile ed inclusiva.

Entrando più nel dettaglio, quale sarà il ruolo dell’Associazione?
L’Associazione continuerà a lavorare sul programma sino ad ora portato avanti, con una certezza in più rappresentata dal Gruppo di Lavoro con il quale condividere il tutto. Nella riunione immediatamente successiva all’insediamento non abbiamo potuto far altro che ribadire la disponibilità della struttura associativa, delle professionalità che contiene e soprattutto la condivisione del know how acquisito in 2 anni di lavoro.
Il Gruppo di Lavoro si riunirà per la fine del mese di gennaio. Per questa occasione abbiamo chiesto alla coordinatrice del gruppo Dott.ssa Rossella Tarantino di poter presentare agli “esperti” il lavoro fatto nel dettaglio, dagli studi dei percorsi di altre candidature, all’analisi della nostra situazione sociale, all’idea di riorganizzazione dell’offerta cultura in chiave turistica che abbiamo costruito e condiviso con l’Assessore comunale alla cultura Cornelio Bergantino  e con l’Assessore provinciale alle attività produttive Angelo Garbellano.
Ma soprattutto intendiamo presentare le partnership costituite: dal rapporto consolidato con UniBas, a quello con la Curia, passando per l’Associazionismo Culturale e di Volontariato, e facendoci portavoce del partenariato PIOT che riteniamo debba rappresentare la massima espressione di condivisione dell’Idea Matera 2019 attualmente esistente in città e da cui i Tecnici individuati necessariamente devono partire.

L’Associazione sabato mattina ha presentato ufficialmente il Progetto Cadmos – Alla ricerca di Europa, che prevede una programmazione culturale che da qui al 2018 porterà la città dei Sassi a intessere rapporti istituzionali con le Capitali europee della cultura in corso. Vale come esempio il concerto che si terrà il 27 gennaio a Istanbul organizzato insieme con l’Istituto Italiano di cultura in Turchia. E’ un progetto che avrà un seguito e come si inserisce nel percorso di candidatura?
Il Progetto Cadmos noi lo abbiamo sempre definito un contenitore che l’Associazione Culturale Matera 2019 mette a disposizione della città all’interno del quale costruire il percorso di Candidatura. Il Progetto Cadmos, credo sia innegabile, rappresenta lo strumento attraverso il quale Matera può dire che la Candidatura si sta costruendo. Se dall’ottobre 2009 non ci fossero stati gli eventi che lo hanno caratterizzato (Evento Pontorno “una Porta sulla città, verso Matera 2019 – Novembre 2009 1^ Conferenza preparatoria Verso Matera 2019 sino al Progetto Cadmos) tutto sarebbe finito nel dimenticatoio, la passione si sarebbe smorzata piano piano e chi Governa si sarebbe lasciato prendere dalla gestione delle emergenze tralasciando un obiettivo di medio -lungo termine come quello della Candidatura. In questo senso un grande ringraziamento va ai componenti dell’Associazione all’interno della quale non vige un rapporto piramidale ma il lavoro si basa sulla trasversalità delle responsabilità la cui garanzia è rappresentata dalle professionalità esistenti e dalle competenze acquisite nel tempo.
Il rapporto, o il Ponte come noi lo chiamiamo, verso le Capitali Europee della Cultura dei prossimi anni è stato argomento di discussione già nella prima seduta del “gruppo di lavoro”. Noi crediamo che sarà portato avanti in modo condiviso e diventerà il mezzo di aggregazione di tutte le esigenze culturali presenti in città ed il mezzo attraverso il quale finalmente Matera riuscirà a programmare l’attività culturale per tempo evitando duplicazioni, sovrapposizioni, polverizzazione dei fondi a disposizione.

Sempre lunedì, ma alla Provincia, è stato presentato il progetto “Prospettiva Matera 2019” di Antonio Calbi. Escludendo la sezione relativa ai 100 nomi a sostegno della candidatura, non le pare che i due progetti abbiano dei punti di contatto: quali l’idea di creare un Ponte sul Mediterraneo, il collegamento con i paesi dell’Unione Europea e l’azione capillare di coinvolgimento dell’intero territorio regionale?
È esattamente così. Ma non in senso negativo. Lo considero un riconoscimento, involontario,  al lavoro fatto dall’Associazione e al Maestro Giovanni Pompeo ideatore del nuovo Format di Cadmos- Un Ponte sul Mediterraneo, presentato due mesi fa al Comune e al Partenariato Piot. Pompeo ha assunto all’interno dell’ Associazione la direzione artistica mettendo a disposizione oltre al tempo soprattutto un notevole Curriculum Professionale e le sue capacità  che, sommato alle relazioni che l’Associazione aveva costruito nel tempo hanno generato un programma di elevata qualità culturale molto apprezzato anche all’estero. Il primo errore che l’opinione pubblica materana non deve fare in questo momento è considerare le varie iniziative che stanno animando il percorso verso Matera 2019 in contrapposizione tra loro. Ormai esistono rapporti quotidiani tra l’Associazione e gli Enti istituzionali. Per evitare che il percorso diventi privatistico ognuno deve fare la sua parte. Noi siamo convinti che a breve anche Enti quali Università, Sovrintendenza per i Beni Culturali, le stesse Scuole di ogni ordine e grado, dovranno costruirsi uno spazio all’interno del percorso, supportati dagli esperti del gruppo di lavoro utilizzando l’Associazione Matera 2019 quale braccio operativo di coordinamento. Operazioni quali “Prospettiva Matera 2019” dovranno moltiplicarsi considerando che bisognerà da subito portare l’Idea/Percorso su tutto il territorio regionale. Quindi anche le 131 Amministrazioni Comunali della Regione, i GAL, dovranno “inventarsi” qualcosa per supportare la Candidatura.
La prospettiva per l’immediato futuro deve essere la redazione di un piano di lavoro da presentare alla città che permetta ad ognuno di individuare il proprio settore di competenza.
Non possiamo che chiudere con l’invito alle Giovani Eccellenze Lucane di ripuntare il proprio obiettivo sulla Basilicata: oggi è possibile individuare un obiettivo entro cui possono essere garantiti i margini di crescita professionale e le speranze di occupazione nella terra natale.

L’insediamento del Comitato istituzionale e del Gruppo di Lavoro. Intervista a Francesco Salvatore

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